Marinai, profeti e balene: il doppio disco di Vinicio Capossela

Marinai, profeti e balene: il doppio disco di Vinicio Capossela

Il Mare: mitologia, canzone di gesta, simbolo del fato, sfida al destino, scenario di passioni umane, organismo vivente, acquario abissale, spettri, presagi, voci di marinai, uragani, naufragi...

Troppo vasta è la materia per ricondurla a un disco solo. Eccone allora due, uno oceanico e l’altro omerico.

Marinai, profeti e balene il doppio disco di Vinicio CaposselaDiciannove pezzi inediti in ottantasei minuti di musica. Un’opera fuori misura, Ciclopedica: la Marina Commedia di Vinicio Capossela.

I temi esistenziali della grande letteratura di mare sono qui evocati da una complessa architettura musicale, da arrangiamenti che sono una vera e propria colonna sonora dell’immaginazione e dall’asciuttezza atavica della musica cretese. Molti e insoliti sono gli strumenti utilizzati: le percussioni indonesiane gamelan, la viola d’amore barocca, il santur, le onde Martenot, il theremin, la sega musicale, l’ondioline.

A sostegno della voce, una grande varietà di cori: da ciurma (i cosiddetti Drunk Sailors), di voci bianche (Mitici Angioletti), ancestrali (come quelli di Valeria Pilia e le donne sarde di Actores Alidos), classici (il Coro degli Apocrifi, una formazione di 16 elementi) e anni Trenta con “special guest” le Sorelle Marinetti. Nella ciurma storica di Vinicio Capossela risaltano il braccio elettrico di Vincenzo Vasi e i plettri di Alessandro Asso Stefana. Ma anche gli ufficiali dei primi dischi sono stati richiamati: Jimmy Villotti (chitarra), Ares Tavolazzi (contrabbasso), Antonio Marangolo (saxofoni). E uno stato maggiore di ospiti illustri: i newyorkesi Marc Ribot (chitarre) e Greg Cohen, il brasiliano Mauro Refosco (percussioni), una ragguardevole rappresentanza di solisti della Scala, il tanguista-rockero Daniel Melingo; i patafisici catalani Cabo San Roque, creatori di bizzarre orchestre meccaniche; e il patriarcale Psarantonis, ovvero Antonis Xylouris, lo “Zeus con la lira”, leggenda vivente della musica cretese.

Vinicio Capossela ha costruito lo scheletro del suo Pequod a ottanta metri a picco sul mare. Con il gesto proprio di Fitzcarraldo, ha fatto issare fin sul Castello Aragonese di Ischia un pianofortecapodoglio degli anni 30 - un Seiler, tanto per restare in tema. Lassù, solo i gabbiani e gli spettri del mare hanno assistito alla registrazione dell’ossatura. Con lui, una “picciola compagnia” formata dal maestro d’ascia e arrangiatore Stefano Nanni e dell’armatore sonoro Taketo Gohara.

Il fasciame è stato preparato negli studi di Radio Capodistria; l’alberatura a Berlino e a Creta, fiocchi e vele nei neonati studi de La Cupa, a Milano, mentre messaggi in bottiglia andavano e venivano attraverso gli oceani.

Il primo CD di Marinai, profeti e balene

1. Il Grande Leviatano
2. L’Oceano Oilalà
3. Pryntyl
4. Polpo d’Amor
5. Lord Jim
6. La Bianchezza della Balena
7. Billy Budd
8. I Fuochi Fatui
9. Job
10. La Lancia del Pelide

Il secondo CD di Marinai, profeti e balene

1. Goliath
2. Vinocolo
3. Le Pleiadi
4. Aedo
5. La Madonna delle Conchiglie
6. Calipso
7. Dimmi Tiresia
8. Nostos
9. Le Sirene

foto di Elettra Mallaby

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