Riccardo De Medici

Riccardo De Medici nasce nel 1984 a Brescia e già dall’età di dodici anni coltiva l’amore per le vicende giuridiche che lo portano ad affermare che la professione della sua vita sarà l’avvocato o il giudice.

Conseguita la maturità scientifica presso l’ Istituto Agrario “Pastori” di Brescia, si lancia nell’avventura che lo formerà come giurista iscrivendosi al corso di laurea in Giurisprudenza dell’Ateneo bresciano.

In questo contesto allaccia diverse amicizie e comincia a leggere oltre che i testi giuridici di riferimento, anche grandi classici della letteratura noir e poliziesca di riferimento.

Riccardo De MediciSuo grande pallino narrativo è lo statunitense Clive Cussler, del quale impara lo stile narrativo e la scorrevolezza e concitazione delle situazioni che si sviluppano e si incrociano nei suoi romanzi ambientati su una nave di speleologi marini.

Inizia a prendere contatto con il mondo della magistratura “narrativa” con le vicende dell’avvocato Guerreri e del suo autore Gianrico Carofiglio, del quale ammira la straordinaria capacità di sintesi e la tecnicità del linguaggio.

Sviluppando una buona attitudine naturale alla scrittura, esercitandosi molto soprattutto con la stesura di piccoli temi sulle materie d’esame, scopre ben presto di avere molte idee su come scrivere un romanzo in tema legale.

Nell’ultimo anno di corso inizia la stesura combinata di tre romanzi, con tematiche diametralmente opposte ma accomunati dalla legalità e con protagonisti appartenenti al mondo giuridico.

Da queste intuizioni, collegate anche alla sua grande passione per il cinema, viene a prendere le prime mosse il suo romanzo “Impuniti”, in realtà il secondo in ordine di tempo come scrittura ma la sua “opera prima” come pubblicazione.

Laureato in Giurisprudenza riesce subito, anche con l’aiuto della Scuola per le Professioni Legali, ad entrare in punta di piedi nel mondo della giustizia e della magistratura, che nel frattempo è diventata la sua grande passione e la sua ragione professionale.

Da tirocinante di un magistrato ordinario riesce a sviluppare una fervida capacità giuridica e una professionalità di scrittura fantasiosa e scorrevole, in un crescendo di emozioni e di suspance.

Il suo libro “Impuniti” è il risultato dei suoi primi sforzi e sta dando al giovane autore bresciano ed alla sua bella fidanzata Silvia, tirocinante magistrato anch’essa e con il sogno di entrare in Procura, grandi soddisfazioni personali.

Una su tutte l’aver potuto presentare il volume presso la MDD Books a Milano davanti a decine di esperti del settore e l’aver organizzato importanti convegni sul tema del giustizialismo coadiuvato da grandi magistrati e dai massimi esperti bresciani nel settore.

Tra una pagina da studiare e l’altra, sta terminando altri romanzi, sicuro che qualche casa editrice riuscirà ad esprimere anche questo suo desiderio, sull’onda dell’entusiasmo generale suscitato dal libro Impuniti.

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