La casa di Betulla: un libro di Louise Erdrich

La casa di betulla, un libro di Louise ErdrichLa casa di betulla, di Louise Erdrich, narra le vicende della tribù indiana degli Ojibwa, viste con gli occhi di una sveglia ragazzina di sette inverni, Omakayas. Una storia intima e straordinaria.

Incalzati e sospinti sempre più a ovest dai Chimookomanug – gli uomini bianchigli Ojibwa, pur mantenendo fieramente il loro modo di rapportarsi agli uomini e alla natura improntato a un’assoluta armonia, si vedono costretti ad affrontare micidiali avversità.

Prima tra tutte, la terribile epidemia di vaiolo che, nel 1847, decima la tribù. Anche questo male è portato dall’uomo bianco: un mercante di pellicce, ospitato con grande generosità nell’accampamento degli Ojibwa, diffonde il morbo contro cui gli indiani non hanno difese.

Nella famiglia di Omakayas si ammalano tutti, tranne Nokomis, la vecchia nonna – capace sì di curare con le erbe, ma non certo quella terribile, sconosciuta malattia – e Omakayas stessa. Nonna e nipote assistono così i propri cari, in un crescendo di sofferenza e stenti che culmina con la morte di baby Neewo, il fratellino ancora in fasce, amatissimo da Omakayas.

Passato il vaiolo, arriva la fame. L’inverno, infatti, è durissimo, e le scorte di cibo finiscono in un batter d’occhio: ecco quindi Mikwam, il padre, perlustrare la foresta e quando alla fine, grazie a un sogno premonitore di Nokomis, trova un cervo che pare quasi aspettarlo, prima di ucciderlo ne ringrazia lo spirito, e lo onora con un’offerta di tabacco

La famiglia sopravvive, unita, paziente e concorde. Le donne ricamano con le perline nella tenda, gli uomini fumano la pipa discutendo delle mosse dell’uomo bianco, e c’è chi frequenta anche la scuola dei missionari per imparare “i segni” dell’uomo bianco, e non farsi più ingannare da lui. Arriva la primavera, le famiglie della tribù si trasferiscono di nuovo nelle capanne di corteccia di betulla e si ritrovano, tra feste e danze, per la raccolta del succo d’acero. Con allegria, la vita riprende ritmo e speranza.

Anche Omakayas torna a sorridere, e sente lo spirito del fratellino accanto a sé.

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