Ricetta delle sarde in saorCucina 

La ricetta delle Sarde in Saor

La ricetta delle sarde in saor è poco conosciuta.  Infatti, la specie ittica più pregiata e ricercata dai gourmet è senza dubbio il Carpione, esclusiva del Lago di Garda: un pesce dalle carni morbide e saporitissime, bianche o rosate, che nei secoli è stato apprezzato da grandi uomini.

Ma il Lago di Garda offre tanti altri prodotti ittici di qualità: coregoni, lucci, trote, anguille e sarde saporite.

Le sarde hanno costituito per secoli la principale fonte di reddito e d’alimento per i pescatori del Garda. Hanno carni decisamente saporite, grasse al punto giusto, ottime soprattutto quando la corpulenza del pesce è messima.

Tra le ricette della tradizione gardesana meritano un posto di rilievo le sarde in saor.

Ricetta delle sarde in saor del Lago di Garda

I filetti del pesce, pulito a fondo e privato di testa e coda, vengono passati nella farina bianca e fritti nell’olio. Cotte e poste ad asciugare le sarde, nell’olio (magari anche quest’ultimo del Lago di Garda) si fa imbiondire la cipolla bianca tagliata grossolanamente, poi si aggiunge l’aceto. Il saor caldo così ottenuto va versato sulle sarde, da lasciar marinare per almeno un giorno.

piatto tipico del veneto

E’ un ottimo antipasto da servire freddo, oppure tiepido con polenta abbrustolita. Così preparate le sarde in saor si mantengono gustose per una settimana.

Grazie alla natura dei terreni e al particolare microclima, regolato dalla acque del Lago di Garda, nella riviera bresciana si producono differenti tipologie di vini.

Come esaltare la ricetta delle sarde in saor

Tra le varietà di uve coltivate sulle colline della Valtenesi, il Groppello è certamente il vitigno più rappresentativo: è una varietà autoctona a bacca rossa, coltivata solo nella zona.

Il suo gusto esalta la sapidità delle sarde in saor, ed è bene sapere che  questo vitigno è la base di tutti i vini rossi e rosati del Garda, compreso ovviamente l’omonimo Groppello.

Il vino rosso Groppello, di pronta beva, speziato con note fruttate, che si accompagna a primi saporiti, formaggi di media stagionatura e piatti di carne.

A seguito di attenta cernita delle uve, dopo un invecchiamento di almeno due anni si ottiene il Groppello Riserva, prodotto più ricco intensamente speziato, corposo, adatto al medio invecchiamento, da abbinare a piatti saporiti di carni rosse e a molti secondi della cucina locale, come il tipico spiedo bresciano.

Il Groppello, con l’aggiunta di un’altra varietà locale, il Marzemino, e di uve Barbera e San Giovese, dà vita al rosso Garda Classico, vino di buona struttura che nella tipologia Superiore, invecchiato per almeno un anno, si presta ad accompagnare piatti saporiti di carni rosse o selvaggina.

Leggi anche:

Il vino Valtellina Superiore: dal Grumello al Sassella

Il Tortello Amaro di Castel Goffredo

I Mercatini di Desenzano tra antiquariato e biologico

La viticoltura in Valtellina, il Nebbiolo

Articoli consigliati